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Echi dalla rete: indicatori di biodiversità in Lombardia
Dai parchi urbani alle zone umide, la rete Ecocanto rivela la presenza di specie chiave per la biodiversità, offrendo uno sguardo sulla salute degli ecosistemi regionali.
Cosa abbiamo sentito questa settimana nella rete
La settimana appena trascorsa ha offerto nuovi spunti dall'ascolto continuo della rete Ecocanto, un sistema di monitoraggio bioacustico distribuito sul territorio italiano, con una significativa concentrazione in Lombardia. Attualmente con 11 sensori pubblici attivi tra Franciacorta, Treviglio, Bergamo e Monte Isola, la rete accumula un patrimonio di quasi mezzo milione di rilevazioni storiche. L'analisi dei dati degli ultimi sette giorni ha messo in luce la presenza di diverse specie, alcune delle quali con un elevato valore come indicatori ecologici, fornendo un'istantanea della biodiversità locale. Queste rilevazioni sono fondamentali per comprendere le dinamiche ambientali e l'efficacia delle misure di conservazione in atto.
Tra le specie più significative rilevate figurano il Voltolino, il Porciglione, il Tarabuso e il Lupo, ognuna con un differente "impact score" che ne riflette la rarità o l'importanza ecologica. Il Voltolino, con 89 rilevazioni e un impact 4, e il Porciglione, con 35 rilevazioni e un impact 3, sono stati tra i più presenti. Tuttavia, le rilevazioni del Tarabuso (7, impact 5) e del Lupo (6, impact 5) meritano una particolare attenzione per il loro elevato valore conservazionistico. Anche il Rondone maggiore (4 rilevazioni, impact 3) ha contribuito al quadro acustico della settimana.
Voltolino e Porciglione: Sentinelle delle zone umide
Il Voltolino (Emberiza cirlus) e il Porciglione (Rallus aquaticus) sono due specie avifaunistiche strettamente legate agli habitat delle zone umide e delle aree agricole mosaico, ambienti spesso soggetti a pressione antropica. La loro presenza è un indicatore significativo della buona qualità ambientale di tali ecosistemi. Il Voltolino, pur essendo meno minacciato di altre specie, mostra una preferenza per ambienti agricoli tradizionali e siepi. Il Porciglione, invece, è un uccello schivo, difficile da osservare visivamente, la cui rilevazione acustica è spesso l'unico modo per confermarne la presenza in canneti e vegetazione ripariale densa.

Le 89 rilevazioni del Voltolino e le 35 del Porciglione negli ultimi sette giorni, in aggiunta alle presenze nelle top specie degli ultimi 30 giorni (Voltolino 131, Porciglione 51), confermano la vitalità di questi habitat nelle aree monitorate dalla rete Ecocanto. In particolare, il sensore di Monte Isola, il primo nodo lacustre della rete e parte del progetto con la Cantina Montenellago, offre un contesto ideale per il monitoraggio di specie legate agli ambienti acquatici e ripariali. Questi dati sottolineano l'importanza di preservare e ripristinare le zone umide, riconosciute dalla Direttiva Habitat (92/43/CEE) come ecosistemi prioritari per la conservazione della biodiversità europea.
Il Tarabuso e il Lupo: Rilevazioni di rilievo

Le rilevazioni del Tarabuso (Botaurus stellaris) e del Lupo (Canis lupus italicus) rappresentano i picchi di interesse della settimana. Entrambe le specie sono classificate con un "impact 5", indicando la loro elevata importanza conservazionistica. Il Tarabuso è un airone mimetico e solitario, simbolo delle zone umide intatte e ben conservate. La sua presenza è un indice di ecosistemi palustri ampi e ricchi di prede, con canneti estesi e indisturbati. Le 7 rilevazioni acustiche sono un segnale incoraggiante per la salute di questi ambienti, spesso minacciati dalla bonifica e dall'inquinamento. La specie è protetta a livello nazionale dalla L. 157/1992 e inclusa nell'Allegato I della Direttiva Uccelli (2009/147/CE).
Il Lupo, invece, è un predatore apicale il cui ritorno e la cui diffusione in Italia sono oggetto di studio e gestione. Le 6 rilevazioni del Lupo sono particolarmente significative, poiché indicano la sua presenza in aree in cui la sua popolazione può essere in espansione o consolidamento. Il Lupo è una specie rigorosamente protetta dalla Direttiva Habitat (Allegato IV) e la sua rilevazione acustica offre un metodo non invasivo per monitorare la sua distribuzione e attività. Questi dati contribuiscono a una migliore comprensione della sua ecologia e delle interazioni con l'ambiente antropizzato, elementi cruciali per la coesistenza e la pianificazione territoriale.
Il ruolo della bioacustica nel monitoraggio ambientale
Il monitoraggio bioacustico, come quello condotto dalla rete Ecocanto, si sta affermando come una metodologia efficace e non invasiva per la raccolta di dati sulla biodiversità. L'analisi automatizzata dei suoni ambientali permette di rilevare la presenza di specie elusive o attive in orari specifici, fornendo una mole di informazioni altrimenti difficilmente ottenibile con metodi tradizionali. La piattaforma Ecocanto, attraverso la sua dashboard integrata e la copertura cellulare, facilita la raccolta e l'analisi di questi dati, rendendoli accessibili per studi scientifici, progetti di conservazione e, potenzialmente, per la rendicontazione di sostenibilità aziendale.
La capacità di rilevare specie indicatrici come il Voltolino, lo Zigolo minore (impact 4), il Lupo, il Tarabuso e l'Ortolano (impact 5) dimostra il potenziale di questa tecnologia. Tali dati sono rilevanti anche nel contesto della Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) e degli European Sustainability Reporting Standards (ESRS E4, che tratta la biodiversità e gli ecosistemi). Le aziende che operano in prossimità di aree naturali o che hanno un impatto sui servizi ecosistemici possono utilizzare queste informazioni per valutare e comunicare la propria impronta ecologica, contribuendo a una gestione più trasparente e responsabile del territorio.
Progetti pilota e prospettive future
La rete Ecocanto è attivamente impiegata in diversi progetti pilota che beneficiano direttamente di queste rilevazioni. Il "Comune di Bergamo · 4 parchi urbani" e il "Pilot Treviglio · 4 anni di ascolto" sono esempi di come il monitoraggio bioacustico possa essere integrato nella gestione del verde urbano e periurbano. Questi progetti non solo raccolgono dati preziosi, ma sensibilizzano anche le comunità locali sull'importanza della biodiversità. Il progetto "Cantina Montenellago · Monte Isola", con il suo primo nodo lacustre, dimostra l'applicabilità della tecnologia in contesti agricoli che mirano alla sostenibilità, come la viticoltura biologica Piwi.
L'espansione della rete e l'analisi continua dei dati permetteranno di costruire serie storiche sempre più robuste, essenziali per identificare trend a lungo termine nella distribuzione e nell'abbondanza delle specie. Queste informazioni sono cruciali per informare le politiche di conservazione, le pratiche di gestione del territorio e per valutare l'efficacia delle misure adottate. L'approccio scientifico e basato sui dati promosso da Ecocanto contribuisce a una comprensione più profonda degli ecosistemi e supporta decisioni informate per la tutela del patrimonio naturale italiano ed europeo.
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